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Il sogno americano
Alcuni ricordi sono talmente forti e radicati che non sappiamo il motivo.
Era il 1982 e coi miei due compagni di Liceo andammo al cinema a vedere "Delitto sull'autostrada" con Tomas Milian, Viola Valentino e Bombolo.
All'uscita passammo davanti alla taverna di mio zio Bartolo, uno dei due fratelli di mia madre. Era affacciato fuori dalla porta e quando ci vide fu cortese, ci fece entrare nell'osteria e ci offrì una Fanta o una Pepsi, un particolare che non ricordo. Ricordo la sua gentilezza e le parole di sfottò all'uscita dei miei amici: il fatto di avere uno zio locandiere era motivo di scherno. Quella fu l'ultima volta che vidi mio zio Bartolo, morì dopo qualche tempo e siccome con mia madre non c'erano buoni rapporti non andai neanche al funerale. Emigrato in Sudamerica a cercare fortuna, dopo diversi anni era tornato in Sicilia con molti soldi e oro.
Quell'anno Viola Valentino fu in cima alla hit parade con "Sola" e quando ascolto quella canzone penso di riflesso a mio zio Bartolo, al suo gesto gentile e alla sua locanda costruita sul sogno americano.